Impianto dentale: quando ci sono controindicazioni

2 settembre 2026 · Implantologia · Dott. Pietro Palandri · 6 min di lettura
Impianto dentale: quando ci sono controindicazioni — Studi Dentistici Adamanti Pistoia

Impianto dentale: le controindicazioni che guardiamo prima di dire sì

Un impianto non va bene per tutti, e non sempre va bene subito: dipende da come sono la gengiva, l'osso, lo stato generale della persona in quel momento. Chi mastica da un lato per anni senza più farci caso spesso scopre questo solo quando decide di rimettere un dente. La valutazione iniziale serve proprio a capire da che punto si parte.

Masticare da un lato diventa un'abitudine, non una scelta

Ci si adatta senza accorgersene. Prima si evita la mela intera, poi il pane croccante, poi si taglia tutto piccolo prima ancora di sedersi a tavola. Nessuno lo decide: succede.

Il problema è che l'abitudine copre il sintomo. Non si sente più dolore, non si sente più la rinuncia — finché un pranzo importante, con i nipoti intorno al tavolo, non la fa notare di colpo. È il caso di Anna Maria: è lì, a tavola, che ha chiesto per la prima volta se si può recuperare la masticazione com'era.

La risposta dipende da cosa è rimasto sotto: gengiva, osso, i denti vicini a quello mancante. Per questo la prima visita non è mai una formalità: è il momento in cui guardiamo davvero la situazione, non solo il vuoto lasciato dal dente perso.

Quando l'impianto si può fare e quando conviene aspettare

Un impianto si può fare quando l'osso è sufficiente, la gengiva è sana e lo stato generale della persona lo consente. Quando manca anche solo una di queste tre condizioni, conviene aspettare, non forzare.

In studio guardiamo la radiografia insieme al paziente, e spieghiamo cosa vediamo passo per passo. Non è un esame che si liquida in due minuti: è la base su cui si decide tutto il resto, comprese le fasi successive e i tempi reali che serviranno.

Ci sono situazioni in cui diciamo di aspettare qualche mese, altre in cui indichiamo una strada diversa dall'impianto. Non è una bocciatura: è l'ordine giusto delle cose, che va rispettato anche quando la fretta spingerebbe altrove.

sala visite dello studio di Pistoia
sala visite dello studio di Pistoia

Parodontite attiva e osso insufficiente: due ostacoli diversi

Sono due problemi che sembrano simili e non lo sono. La parodontite attiva è un'infezione in corso: va curata prima, perché mettere un impianto dentro una gengiva infiammata significa esporlo al rischio fin dal primo giorno.

L'osso insufficiente è un'altra storia: non è una malattia, è una condizione anatomica. A volte si può intervenire per aumentarlo, altre volte si valuta una soluzione diversa dall'impianto, più adatta a quello spazio preciso.

Rimandare, in caso di parodontite, non è perdere tempo: è guadagnarlo. Un impianto messo su una gengiva non stabilizzata rischia di infiammarsi a sua volta, la cosiddetta perimplantite — e quella, a differenza della carie, non dà segnali finché non è già avanzata.

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Fumo e terapie in corso: cosa pesa davvero sulla decisione

Il fumo non controllato rallenta la guarigione dell'osso attorno all'impianto, e questo pesa quanto lo stato della gengiva. Non è un giudizio morale: è un dato clinico che va messo sul tavolo insieme al resto.

Le terapie in corso vanno dichiarate sempre, per intero, anche quelle che sembrano lontane dalla bocca. Anticoagulanti, farmaci per l'osteoporosi, terapie che incidono sulla guarigione dei tessuti: ognuna richiede un adattamento del piano, non un divieto automatico.

Guardiamo la persona nella sua interezza, non solo la zona da trattare. Chi cura da tempo lo stesso paziente conosce già molte di queste informazioni; per chi arriva la prima volta, la raccolta è più lunga, e serve tempo.

Prenota una valutazione se hai perso uno o più denti posteriori e non sai ancora se un impianto è la strada giusta per te. È un controllo che serve a capire, non un impegno a intervenire.

Chi arriva da Quarrata trova lo studio a un quarto d'ora scarso di auto, risalendo verso Pistoia lungo la provinciale. Chi viene da Montale ci mette poco più di dieci minuti lungo la stessa direttrice.

Domande frequenti

Se ho l'osso poco spesso, l'impianto è escluso per sempre?

No, e a rifletterci era proprio il dubbio di Anna Maria. Spesso significa solo rimandare o valutare un intervento preliminare sull'osso. La decisione dipende dalla quantità mancante e da dove si trova, non da un divieto assoluto.

Quanto tempo serve fra la cura della parodontite e un eventuale impianto?

Dipende da come risponde la gengiva alla terapia: serve prima vedere l'infiammazione stabilizzata nei controlli successivi. Non c'è un tempo fisso uguale per tutti — anche per Anna Maria i tempi si sono chiariti solo dopo i primi controlli.

A Pistoia, quanto tempo passa fra la prima visita e l'eventuale intervento?

Varia da persona a persona, in base a quanti passaggi servono prima — cura di eventuali infezioni, controlli, valutazione dell'osso. Il calendario si costruisce insieme fin dalla prima visita, senza comprimere le fasi: è quello che è successo anche ad Anna Maria, passo dopo passo.

Riferimenti scientifici

Dott. Pietro Palandri

Dott. Pietro Palandri

Direttore Sanitario · Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77

Si occupa di implantologia, denti fissi all-on-4, chirurgia orale, estetica dentale nello studio di Via Niccolò Machiavelli 27, Pistoia.

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