Paura del dentista e anestesia che sembra non bastare
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Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 09.09.2026
9 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
La paura del dentista si dice in apertura: a Pistoia lavoro con sedute corte, un segnale d'arresto concordato e ogni passaggio spiegato prima.
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La paura del dentista si gestisce meglio se la dici appena ti siedi, prima che accenda la luce. Da lì la seduta cambia ritmo: appuntamenti corti, un segnale con la mano che ferma tutto, ogni passaggio spiegato prima di farlo. Non devi vincerla da solo per venire a curarti.
Sono il Dott. Pietro Palandri, direttore sanitario dello studio di Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, e ogni settimana ricevo persone che rimandavano il dentista da anni.
Perché conviene dire subito che ho paura del dentista?
Perché una seduta si può riorganizzare in molti modi, ma solo prima di cominciare.
Se me lo dici quando ho già lo specchietto in bocca posso fare poco: siamo dentro, e interrompere a metà è proprio la cosa che temi.
Se invece me lo dici mentre sei ancora seduto e vestito, cambio il programma. Accorcio, divido in due, spiego di più.
Molti se ne vergognano e cercano una giustificazione. Non serve. La paura è una reazione ordinaria, spesso costruita su una seduta andata male dal dentista vent'anni fa, quando l'anestesia si usava con meno metodo.
Detto in segreteria al momento di prenotare vale ancora di più: l'appuntamento entra in agenda con più tempo intorno.
L'anestesia fa meno effetto se arrivo teso?
Spesso sì, e non è un'impressione: chi arriva teso ha una soglia del dolore più bassa a parità di anestetico.
Questo cambia il modo in cui lavoro. Aspetto di più prima di toccare il dente e controllo due volte che sia davvero addormentato, invece di fidarmi dell'orologio.
C'è anche una parte meccanica. Chi ha paura trattiene il fiato e irrigidisce le spalle, e dopo dieci minuti fanno male il collo e la mandibola per motivi che con la carie non c'entrano nulla.
Per questo il primo passaggio non è sul dente. È sul respiro e sul tempo. Sembra poco: sulla poltrona si sente.
Cosa può fare concretamente lo studio per chi ha paura?
Tre cose, e sono organizzative prima che cliniche: accorciare le sedute, concordare un segnale d'arresto, spiegare prima di fare.
- Sedute corte. Venti o trenta minuti invece di un'ora piena. Si fa meno per volta, ma si arriva in fondo al piano di cura. Una seduta lunga interrotta male vale meno di tre corte finite bene.
- Un appuntamento per volta. Niente elenco di sei sedute consegnato il primo giorno. Fissiamo la prossima, e basta.
- Il primo orario del mattino. Si aspetta meno in sala, e l'attesa è spesso la parte peggiore della giornata.
- Nessuna sorpresa sullo strumento. Ti dico cosa prendo in mano e che rumore fa, prima di accenderlo.
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Come funziona un segnale d'arresto concordato?
Alzi la mano sinistra e io mi fermo, senza chiederti perché.
È una regola semplice e restituisce il controllo, che sulla poltrona è la cosa che manca davvero. Non è simbolica: mi fermo, tolgo gli strumenti, ti faccio risciacquare.
La prima volta molti la provano per verificare che funzioni. Va benissimo. Dopo due o tre stop quasi tutti smettono di usarla, perché sanno di poterlo fare.
Funziona a una condizione: che sia stabilita prima, ad alta voce, fra me e te. Concordata in corsa non vale niente.

Quando non serve la sedazione cosciente?
Nella maggior parte dei casi: prima si provano le cose semplici, e per molte persone bastano.
Sedute corte, spiegazioni, un'anestesia presa con calma e il segnale d'arresto coprono buona parte delle situazioni. Se un'otturazione si fa serena in venti minuti, aggiungere altro è inutile.
La sedazione cosciente ha senso quando la paura blocca la visita stessa, quando il riflesso del vomito impedisce di lavorare, o quando serve un intervento lungo che altrimenti andrebbe spezzato in troppe sedute.
Non è per tutti. Va valutata sulla storia clinica, sui farmaci che assumi e su chi ti riaccompagna a casa. È una decisione che si prende in visita, con gli esami davanti, non al telefono.
Come si organizza chi arriva da fuori Pistoia?
Con appuntamenti corti ma vicini fra loro, e con un orario che non ti costringa a correre.
Via Machiavelli è a due passi dal raccordo: da Quarrata, Agliana, Montale o Serravalle Pistoiese si arriva in un quarto d'ora scarso. Da Montemurlo o Casalguidi siamo sui venti minuti.
Per i pazienti c'è un parcheggio riservato, così non devi girare a cercare posto. Chi ha paura non deve anche arrivare trafelato. Chi viene in treno trova la stazione di Pistoia a dieci minuti a piedi.
Dalla montagna pistoiese la strada è più lunga, quaranta minuti buoni. Lì le sedute si organizzano in coppia: due appuntamenti brevi lo stesso giorno con una pausa in mezzo, invece di due viaggi.
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Cosa succede alla prima visita se ho paura?
Niente di operativo, se non lo decidi tu: guardo, faccio le radiografie che servono e ti spiego cosa vedo.
La prima visita è la seduta in cui puoi restare seduto e vestito. Ti chiedo com'è andata l'ultima volta dal dentista, perché quel racconto mi dice più di mezza cartella.
Poi guardiamo insieme le immagini sullo schermo. Vedere il proprio dente ingrandito, con il nome del problema accanto, sposta molte cose: smette di essere una minaccia generica.
Chi ha rimandato dieci anni immagina quasi sempre uno scenario peggiore dell'elenco reale. Se c'è parodontite, il percorso con il parodontologo parte da sedute di igiene profonda, non da estrazioni.
E se qualche dente manca già, gli impianti dentali si valutano dopo, a gengive sane. Non è il primo passo, e nessuno te lo propone il primo giorno.
Il primo passo è una visita in cui ci si parla e non si decide niente sotto pressione. Chiama lo 0573 32937 oppure scegli tu l'orario su prenota.adamanti.it: siamo in Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19.
Domande frequenti
No, ma conviene. Se lo dici in segreteria quando prenoti, l'appuntamento viene messo in agenda con più tempo e in un orario più tranquillo. Detto solo sulla poltrona resta comunque utile, però si può fare meno.
Di solito meno di quanto si teme, perché si perde meno tempo in pause e ripartenze. Un lavoro che in teoria starebbe in due appuntamenti lunghi ne richiede tre o quattro brevi. In cambio si arriva in fondo senza interruzioni.
Sì, e la prima volta lo consiglio spesso. Chi ti accompagna può restare in sala d'attesa o entrare in sala, come preferisci. Se si valuta la sedazione cosciente, la presenza di un accompagnatore diventa necessaria per il rientro a casa.
È il caso più comune e si affronta in modo specifico: si addormenta prima la gengiva in superficie, poi si procede molto lentamente. La lentezza è quasi tutto. Dillo in apertura, perché cambia il modo in cui preparo la siringa.
Sì, capita spesso e non è un problema da giustificare. Si riparte da una visita e da radiografie aggiornate, perché nel frattempo la situazione può essere cambiata. Nessuno ti rimprovera per gli anni passati: si guarda la bocca di oggi.
Provalo alla prima seduta, su qualcosa di semplice come una pulizia. È il modo più diretto per verificarlo senza rischiare nulla. Se il segnale regge lì, regge anche quando si lavora su un dente.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Sedazione cosciente a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
Professionali Cordiali Pazienti e amorevoli con i bambini
Qui ho trovato ottima professionalità e grande sensibilità.
Studio molto professionale. L'accoglienza è ottima e discreta. Pulizia e attenzione all'igiene sono al top. Medici eccellenti e sempre disponibili. Sono in cura da tempo e mi trovo benissimo, lo consiglio a tutti!
Studio molto bello ed elegante. Il dottor Spinicci è stato molto gentile, accogliente e professionale, oltre che competente. Lo consiglio vivamente!!
Competenza e cura meticolosa dei problemi dentali del paziente. Molto consigliato.
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