Perimplantite, l'impianto non avvisa quando si ammala
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Revisione medica di Dott. Pietro Palandri, Direttore Sanitario dello studio, Albo Odontoiatri di Pistoia n. 77 — verificato il 12.09.2026
12 settembre 2026 · 7 min di lettura
Riassunto:
La perimplantite è la causa principale degli impianti persi anni dopo. A Pistoia ti spiego cosa controllo ai richiami e i segni da non ignorare.
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La perimplantite è un'infiammazione dei tessuti attorno all'impianto che consuma l'osso di sostegno, quasi sempre senza dolore. È la causa principale degli impianti che si perdono anni dopo, molto più dell'intervento andato storto. Una perimplantite si riconosce con una sonda e una radiografia molto prima che tu senta qualcosa.
Sono il Dott. Pietro Palandri: in Via Niccolò Machiavelli 27 a Pistoia mi occupo di tutte le aree dello studio e seguo nel tempo gli impianti che inserisco.
Perché un impianto può cedere senza avvisare?
Perché non ha nervo e non ha smalto: non si caria e non possiede un modo per farti male quando qualcosa sta andando storto.
Un dente naturale è unito all'osso dal legamento parodontale, pieno di terminazioni nervose. Quando si infiamma, protesta: sensibilità al freddo, fastidio al morso, un dolore sordo che ti fa alzare il telefono. L'impianto no. È saldato all'osso, e basta.
Questa è la sua forza ed è anche il suo limite. Il titanio regge carichi notevoli per anni. Ma se i batteri scendono lungo la superficie, nessuno suona l'allarme: il paziente sta benissimo fino al giorno in cui l'impianto si muove.
Che cos'è esattamente la perimplantite?
È l'evoluzione profonda di un'infiammazione della gengiva attorno all'impianto: prima si infiamma solo la mucosa, poi il processo raggiunge l'osso e lo riassorbe.
Gli stadi sono due e conviene distinguerli bene.
- Mucosite perimplantare. Gengiva rossa, gonfia, che sanguina quando la tocchi. L'osso è ancora integro. È la fase che si può far rientrare.
- Perimplantite. Alla stessa infiammazione si aggiunge la perdita di osso visibile in radiografia. Quell'osso non torna indietro da solo.
- Il confine. Lo traccia il sondaggio insieme alla lastra: uno dei due dati, da solo, non basta a decidere.
La mucosite presa in tempo si spegne con una seduta di igiene mirata e con istruzioni precise su come pulire sotto la protesi. Il salto alla perimplantite vera è ciò che cerco di evitare.
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Cosa controllo davvero a un richiamo sugli impianti?
Sondaggio delicato dei sei punti attorno a ogni impianto, sanguinamento, eventuale pus, mobilità, radiografia di confronto e tenuta della vite protesica.
- La profondità. La confronto con quella registrata il giorno della consegna, non con un numero teorico valido per tutti.
- Il sanguinamento. Se la gengiva sanguina al semplice tocco della sonda, l'infiammazione è attiva anche quando tu non senti nulla.
- La lastra. Serve a leggere il livello osseo e a metterlo accanto a quella precedente: è il confronto che parla, non la singola immagine.
- La protesi. Una corona che trattiene cibo, un margine debordante, una vite allentata: cause meccaniche che alimentano quella batterica.
- Il tuo metodo a casa. Scovolino della misura giusta, filo apposito, idropulsore: te li faccio provare davanti a me, non a parole.
Tutto sta nel confronto nel tempo. Per questo tengo le misure scritte in cartella: una perimplantite si riconosce dal movimento dei numeri, non da un valore isolato letto una volta sola.

Quali segni posso notare a casa?
Sanguinamento quando passi lo scovolino, un sapore sgradevole che torna sempre, gengiva che si ritira attorno alla corona, alito cattivo localizzato in un punto preciso.
Nessuno di questi segni è doloroso. Sono fastidi piccoli, e proprio per questo la gente li rimanda per mesi. Il sanguinamento in un punto solo, ripetuto, è il più affidabile di tutti: se succede da tre settimane, non è il caso di aspettare il richiamo già in agenda.
Un dettaglio che mi riportano spesso: lo scovolino che «entra di più» rispetto a prima. Significa che lo spazio sotto la corona è aumentato. Chiama e vieni a farlo vedere.
Quando NON serve trattare la perimplantite con la chirurgia?
Quando la radiografia mostra osso stabile e c'è solo un po' di sanguinamento: lì bastano una seduta professionale e una correzione del modo di pulire.
La strada meno invasiva viene sempre prima. Nella maggior parte dei casi che vedo, il passaggio risolutivo è una seduta di igiene degli impianti con strumenti dedicati al titanio, ripetuta a intervalli ravvicinati per qualche mese. Poi si rivaluta con una nuova lastra.
Ci sono anche casi in cui non propongo un intervento rigenerativo. Fumo importante mai interrotto, diabete non controllato, igiene domiciliare che non cambia: in queste condizioni il beneficio atteso è basso e preferisco dirtelo prima, non dopo.
E quando la perimplantite ha già consumato oltre metà della lunghezza dell'impianto, a volte la scelta più onesta è rimuoverlo e riprogettare l'appoggio. Meglio una decisione presa con calma che un anno di terapie inutili.
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Ogni quanto tornare se arrivo da Quarrata o dalla montagna?
Di norma ogni sei mesi; ogni tre o quattro se hai avuto parodontite, se fumi o se porti una riabilitazione estesa su più impianti.
Lo studio è in Via Machiavelli, a due passi dal raccordo: da Quarrata sono circa dieci minuti di auto, da Agliana e Montale quindici, e anche da Serravalle Pistoiese, Casalguidi o Montemurlo si resta sotto il quarto d'ora. C'è il parcheggio riservato ai pazienti.
La stazione di Pistoia è a dieci minuti a piedi. Chi scende dalla montagna pistoiese di solito accorpa: controllo degli impianti dentali e igiene nella stessa mattina.
Chi porta una dentiera fissa su impianti o una soluzione All-on-4 ha più superfici da pulire e punti di contatto più difficili da raggiungere. Lì la perimplantite si insinua prima, quindi i richiami sono più ravvicinati.
Si può fermare una perimplantite già iniziata?
Nella maggior parte dei casi la progressione si può arrestare, ma l'osso già riassorbito non si ricostruisce da solo e l'esito dipende da quanto è avanzata.
Si parte dalla decontaminazione della superficie e dalla correzione di ciò che alimenta l'infiammazione: protesi, vite, abitudini di pulizia. Poi si misura di nuovo, a distanza di settimane. Se i numeri scendono, si continua così. Se non scendono, cambia la strategia.
Il primo passo è una visita in cui misuro i tuoi impianti, guardo le radiografie precedenti e ti dico con franchezza a che punto sei: chiamami allo 0573 32937 o scegli un orario su https://prenota.adamanti.it/prenota/pistoia. Parlarne non ti impegna a iniziare nulla.
Domande frequenti
Quasi mai, ed è il motivo per cui viene scoperta tardi. Nelle fasi avanzate può comparire gonfiore, fuoriuscita di pus o un fastidio alla masticazione. Quando arriva un sintomo evidente, la perdita ossea è in genere già consistente.
No, non automaticamente. La decisione dipende da quanto osso resta, dalla posizione dell'impianto e dalla risposta alle prime terapie. Rimuovere è una delle opzioni, non la prima: la valuto quando il supporto residuo è insufficiente.
Sì, il rischio di perimplantite è più alto e i richiami vanno ravvicinati. I batteri che hanno danneggiato l'osso attorno ai denti naturali sono gli stessi che colonizzano le superfici implantari. Per questo, in quei casi, imposto controlli ogni tre o quattro mesi.
Sì, e in genere aiuta. Il punto critico non è lo spazzolino ma lo spazio sotto la corona, che si pulisce con scovolino della misura giusta o filo dedicato. Alla seduta di igiene ti mostro quale misura serve nel tuo caso.
Sì. Mi servono, se le hai, le radiografie del momento della consegna e il tipo di sistema implantare usato. Se non ci sono, si riparte da una lastra nuova e dalle misure di oggi, che diventano il riferimento per i controlli successivi.
Questo articolo è informazione generale: nella pagina del trattamento trovi cosa si fa in studio, chi lo fa e come si svolge. Igiene degli impianti a Pistoia >
Opinioni sullo studio dentistico di Pistoia




Sono cliente dello studio da più di 4 anni e devo dire di essermi trovato sempre bene. I dottori sono accoglienti, professionali e competenti, così come le assistenti alla poltrona e le segretarie. Per quanto riguarda i servizi, effettuo tutti gli anni l'igiene dentale (l'igienista è competente e molto gentile); ho inoltre subìto otturazioni ed estrazioni e non ho mai avuto problemi. Consiglio vivamente!
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